Il poker è un lavoro, o un hobby? By Jack Bonora

Poker 07/12/2023

È dura diventare professionisti, prima bisogna convincere il mondo che non è azzardo

Eccola qui la fatidica frase: “ho deciso di diventare un giocatore di poker professionista”.

Nella migliore delle ipotesi riceverete in risposta qualche sguardo scettico, nella peggiore invece penseranno che siate caduti fra le spire del demone gioco e che avete bisogno di un buon psicologo per uscirne.

Il problema dell’accettazione e della dignità del proprio lavoro è forse il più comune per tutti i giocatori di poker. I nostri affetti e le nostre amicizie, anche se non per colpa loro, spesso non sono in grado di capire quello che noi facciamo, e rassicurarli sul fatto che il poker sia ufficialmente considerato uno skill game purtroppo non basterà a rimuovere anni di retaggi negativi e demonizzazioni.

Neanche vincere cifre importanti talvolta servirà a cancellare dalla mente altrui che i nostri soldi non sono frutto di fortuna ma di tanto studio e impegno. La frase in risposta standard è sempre la stessa: oggi li hai vinti tu, ma guarda che domani potrai riperderli. Ed in effetti è vero, ma la gestione del bankroll vi offre un’ampia tutela, come nel “giardinetto” in Borsa.

Bisogna quindi illustrare che esistono degli studi sul bankroll management, che se rispettiamo le sue ferree regole il rischio di andare rotti è decisamente limitato, che non passiamo ore davanti ad un computer pigiando tasti a caso o molto semplicemente che non siamo dei malati, basterà o non basterà?

In alcuni casi purtroppo no.

Probabilmente solo l’umiltà e il tempo potranno persuadere i più ostinati detrattori del Texas Holdem che in fondo non siamo dei giocatori d’azzardo, anche se il lungo periodo necessario a convincere gli scettici è lungo, fino a quando non verranno a chiedervi dei soldi in prestito…

Se siete dei grinder e dedicate alcune ore al giorno allo studio e al grinding, non entrate nel dettaglio raccontando ciò che fate a persone che sono fuori da questo mondo.

Se siete studenti universitari e vivete in famiglia contribuite al bilancio della casa sacrificando qualche buy-in per pagare bollette di luce/acqua/gas o comunque aiutando nelle spese quotidiane, i fatti sono sempre più convincenti delle parole.

Se avete un lavoro cercate di conciliare le due cose, non mostrate di preferire il giochino al vostro lavoro e non trascuratelo mai, fare nottata per giocare a poker e recarsi in ufficio alle 7 del mattino con due occhiaie da panda non è uno spot positivo. E vi garantisco che non è profittevole, ne per il poker, ne per il lavoro.

Far vedere agli altri che con il poker si possono vincere soldi, aiuta…

Nei confronti di un fidanzato o una fidanzata fare gli splendidi aiuta, fa percepire che il gioco non vi ha certo messo in difficoltà. Accorgendosi che dalle vostre ore passate davanti al pc, o dalla partecipazione a tornei live, scaturisce effettivamente qualcosa di positivo potrà portare a una prima accettazione. Successivamente potrebbe nascere un interesse e a quel punto, con qualche pregiudizio in meno, avrete modo di spiegare che fin quando le vostre scelte al tavolo saranno il frutto di studio e analisi ponderate, voi non sarete mai dei giocatori d’azzardo.

Un’altra critica che spesso viene mossa a chi decide di vivere di poker ad alti livelli, quindi non per hobby, è che pur trattandosi di uno skill game, non può considerarsi al tempo stesso un lavoro.

Perché un lavoro sia tale è importante che qualcuno ne tragga beneficio. Un grinder, giocando a poker tale beneficio lo garantisce esclusivamente a sé stesso, in quanto dai suoi click infiniti la società non ricaverà mai nulla. Grave errore pensare ciò. Su quello che giochiamo noi paghiamo le tasse. E vorrei essere più chiaro, non su quello che vinciamo, su quello che giochiamo, nel senso che se anche perdiamo paghiamo le tasse. E ogni volta che andiamo ad un torneo spendiamo soldi in voli, alberghi e ristoranti, con relativa Iva al 22% e su cui poi, i suddetti, pagheranno le tasse. Quindi prendere, e ringraziare…

Il gioco è riservato ai maggiorenni e può creare dipendenza. Per maggiori informazioni consulta le probabilità di vincita.

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